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Lo zen in motocicletta

Come ogni anno, io e il mio compagno ce ne andiamo in vacanza in moto, ed ogni anno, viste le tante ore in sella, è una sfida di resistenza ed adattabilità.

Andare in moto ha ovvie differenze con gli altri mezzi di trasporto, se non hai mai provato questa esperienza, forse potrebbe essere difficile da comprendere o immaginare.

Ti racconto com’è il mio sentire di queste esperienze.

Immagina il caldo soffocante che appena ci si ferma aumenta, ovviamente, con: giubbotto con protezioni, casco, jeans o pantaloni con protezioni, scarpe o stivali, l’asfalto che “butta” calore e lo senti tutto…

Il corpo, deve mantenere la postura adeguata alla moto, e diventa dura da mantenere ogni minuto di più, io ad esempio ho bisogno di “stiracchiarmi” al massimo ogni ora e mezza.

Per fortuna la nostra “nuova” moto è molto comoda.

Ma c’è anche tanto di positivo, si crea una sintonia speciale con il compagno di viaggio, ed ogni sosta ci si aiuta e ci si incoraggia. Spesso nelle aree di servizio si parcheggia vicino ad altre moto e quasi sempre si scambiano due chiacchiere, specialmente con chi ha la moto dello stesso genere. Ah gli scooteroni non li consideriamo moto😅, ed a parte questa innocente “discriminazione” c’è un’ alone di solidarietà ed aiuto tra motociclisti, davvero una gran bella energia positiva.

Io da passeggera, sarà deformazione professionale, la moto la vivo in modo Zen, la contemplazione del paesaggio, l’ascolto della propria postura, l’equilibrio in perfetta sintonia con il guidatore, seguire il mio compagno in totale fiducia.

La cosa che amo di più è sentire l’aria sulla pelle, ogni luogo ha un suo odore, ogni vento la sua temperatura, quell’aria mi parla di quello stesso luogo, percepisco l’altitudine, l’ora, la vicinanza al mare o alle montagne, ancora prima di vedere il paesaggio.

Ciò che si osserva dalla moto poi è una prospettiva tutta diversa, oltre all’altezza su cui si viaggia c’è anche una visione più limpida, una visione diretta, soprattutto se hai voglia di tirare sù la visiera vedi senza i moscerini schiacciati sopra al tuo casco😁, percepisci il luogo che stai percorrendo, lo vedi lì come se fossi a piedi o in bicicletta.

A volte l’aria mi parla di inquinamento, di smog e di cose meno piacevoli, ma è comunque una particolarità del luogo.

La percezione del pericolo poi è più alta e questo mi permette di apprezzare ancora di più il qui e ora, nei rettilinei se mi concentro sul totale ascolto sto come in meditazione.

Le pause alle aree di servizio sono una primaria necessità di stretching per me, e senza problemi in mezzo al parcheggio, mi metto in Asana Yoga, da in piedi ovviamente.

Se sei motociclista anche tu, mi piacerebbe sapere come la vivi, scrivimi nei commenti qui sotto.

Noi abbiamo un Guzzi California e tu?