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Che cos’è una lezione Pilates, Yoga on line?

Ultimamente si sente spesso: videolezione, lezione on line, personal on line, diretta, ma per chi non le ha provate rimangono in un alone di mistero e curiosità…

Chiariamo subito le differenze partendo da ciò che reputo meno efficace ed utile: la diretta Facebook, Instagram, Youtube.

Le lezioni in diretta sono state durante il lockdown del 2020, un modo per far recuperare gli abbonamenti in palestra agli allievi, a mio parere metodo “grossolano” e sbrigativo. Non è altro che un video, appunto in diretta (come una trasmissione televisiva), ma dove l’insegnante non può vedere ed eventualmente correggere i propri allievi/e, lo sconsiglio ai non esperti.

Personalmente l’ho utilizzato solo un paio di volte a scopo promozionale ed in maniera sempre gratuita per farmi conoscere, non dando valore a questo metodo non mi è mai sembrato il caso di farmi pagare.

Le videolezioni sono video registrati in gruppi Facebook o Youtube, possono essere pubblici o privati, in entrambi i casi li sconsiglio vivamente ai principianti o non espertissimi come per la precedente diretta, in quanto gli esercizi fatti non vengono corretti ed il rischio infortuni è alto, anche se vi sembrerà di far bene gli esercizi, posture, asana, spesso non è così, è al pari di un “fai da te”. La postura è un atto involontario, se non si è esperti e qualificati non si riesce a correggerla, specialmente la propria.

Arriviamo ora alle mie amate lezioni on line!

Altra storia ed altro approccio, può essere messa al pari di una lezione in palestra, possono essere in gruppi o in individuale, li ho usati e li uso tutt’ora entrambi.

Si svolgono su piattaforme specializzate, a pagamento per l’insegnante, offrono alta qualità video e audio (la perfezione ancora non c’è ma si sta avvicinando molto).

L’insegnante, se ben attrezzata con grande schermo può avere un’ottima visibilità dei/delle propri/e allievi/e, l’audio arriva con tempi di ritardo massimo di un secondo, la qualità video dipende dalla webcam dell’insegnante, la velocità dipende dalla connessione internet, sia dell’insegnante, sia degli allievi.

Devo ammettere che durante il lockdown ci sono impazzita parecchio per capirci qualcosa… Le mie prime allieve non hanno avuto una gran qualità all’inizio e ciò mi dispiace molto, purtroppo mi ero appena trasferita nella mia casa attuale, non avevo ancora la fibra, non pensavo che il periodo durasse 3 mesi e non mi sono abbonata subito ad una piattaforma seria, ed anche per trovare quella giusta ci ho messo un po’… Ora mi pare di essere davvero al meglio! Le lezioni on line sono molto comode per gli/le allieve/i, soprattutto in individuale, perché tramite appuntamento programmato si avrà giorno e orario più consono alle proprie esigenze lavorative/familiari, soluzione amata molto dalle mamme!

Sto seguendo diverse future mamme e neo mamme dal 2020, vedo e seguo molto bene le mie allieve ed anche loro dicono di sentirne i molteplici benefici psico-fisici della pratica in individuale.

Per me è un po’ come essere a casa loro, il mio grande schermo televisivo mi permette di vedere al meglio il loro svolgimento degli esercizi ed asana, le loro posture e tendenze posturali e riesco a correggere verbalmente senza problemi.

Per accedere basta seguire il link che l’insegnate vi invierà sulla mail o whatsapp a vostro piacimento, occorre solo un cellulare o tablet da collegare preferibilmente alla TV, o più semplicemente un notebook o PC con webcam, per tutto il resto vi guiderà l’insegnante.

E’ chiara ora la differenza?

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Jala Neti e Jihva Sodhana, le pulizie Ayurvediche fondamentali. — Pilates e Yoga con Lara

in primo piano: Lota Ayurvedica e Nettalingua in rame.

Queste pratiche Ayurvediche sono utilissime veramente a tutti, in quanto l’inquinamento e le sostanze chimiche che ci circondano non fanno che aumentare la necessità di purificazione e pulizia […]

Jala Neti e Jihva Sodhana, le pulizie Ayurvediche fondamentali. — Pilates e Yoga con Lara

Lo zen in motocicletta

Come ogni anno, io e il mio compagno ce ne andiamo in vacanza in moto, ed ogni anno, viste le tante ore in sella, è una sfida di resistenza ed adattabilità.

Andare in moto ha ovvie differenze con gli altri mezzi di trasporto, se non hai mai provato questa esperienza, forse potrebbe essere difficile da comprendere o immaginare.

Ti racconto com’è il mio sentire di queste esperienze.

Immagina il caldo soffocante che appena ci si ferma aumenta, ovviamente, con: giubbotto con protezioni, casco, jeans o pantaloni con protezioni, scarpe o stivali, l’asfalto che “butta” calore e lo senti tutto…

Il corpo, deve mantenere la postura adeguata alla moto, e diventa dura da mantenere ogni minuto di più, io ad esempio ho bisogno di “stiracchiarmi” al massimo ogni ora e mezza.

Per fortuna la nostra “nuova” moto è molto comoda.

Ma c’è anche tanto di positivo, si crea una sintonia speciale con il compagno di viaggio, ed ogni sosta ci si aiuta e ci si incoraggia. Spesso nelle aree di servizio si parcheggia vicino ad altre moto e quasi sempre si scambiano due chiacchiere, specialmente con chi ha la moto dello stesso genere. Ah gli scooteroni non li consideriamo moto😅, ed a parte questa innocente “discriminazione” c’è un’ alone di solidarietà ed aiuto tra motociclisti, davvero una gran bella energia positiva.

Io da passeggera, sarà deformazione professionale, la moto la vivo in modo Zen, la contemplazione del paesaggio, l’ascolto della propria postura, l’equilibrio in perfetta sintonia con il guidatore, seguire il mio compagno in totale fiducia.

La cosa che amo di più è sentire l’aria sulla pelle, ogni luogo ha un suo odore, ogni vento la sua temperatura, quell’aria mi parla di quello stesso luogo, percepisco l’altitudine, l’ora, la vicinanza al mare o alle montagne, ancora prima di vedere il paesaggio.

Ciò che si osserva dalla moto poi è una prospettiva tutta diversa, oltre all’altezza su cui si viaggia c’è anche una visione più limpida, una visione diretta, soprattutto se hai voglia di tirare sù la visiera vedi senza i moscerini schiacciati sopra al tuo casco😁, percepisci il luogo che stai percorrendo, lo vedi lì come se fossi a piedi o in bicicletta.

A volte l’aria mi parla di inquinamento, di smog e di cose meno piacevoli, ma è comunque una particolarità del luogo.

La percezione del pericolo poi è più alta e questo mi permette di apprezzare ancora di più il qui e ora, nei rettilinei se mi concentro sul totale ascolto sto come in meditazione.

Le pause alle aree di servizio sono una primaria necessità di stretching per me, e senza problemi in mezzo al parcheggio, mi metto in Asana Yoga, da in piedi ovviamente.

Se sei motociclista anche tu, mi piacerebbe sapere come la vivi, scrivimi nei commenti qui sotto.

Noi abbiamo un Guzzi California e tu?