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Mantieni la flessibilità, anche in estate!

Con l’arrivo dei primi caldi e delle belle giornate soleggiate, molti abbandonano le palestre a favore delle attività outdoor, se si presenta uno stato ottimale della schiena, sono ottime le camminate la sera, il trekking, la corsa, la mountain-bike, etc… Ma lo stretching?

Spesso si tende ad ignorare lo stretching o a praticarlo frettolosamente e non proprio correttamente in un “fai da te” che serve veramente a poco. Proviamo a capire perché è così importante allungare i muscoli dopo l’allenamento.

Lo stretching è l’attività dell’allungare la muscolatura dopo un sessione di attività fisica. Praticarlo in maniera costante è utile per aumentare la flessibilità e l’elasticità dei muscoli e dei tendini.

Lo stretching è utile a creare uno stato di preparazione psicofisica che ci aiuterà nella prevenzione degli infortuni, a migliorare il movimento articolare, che è un aspetto fondamentale per chi pratica sport in cui c’è bisogno di compiere slanci di gambe e braccia, ma è utilissimo soprattutto nella vita quotidiana.

Permette di mantenere le articolazioni in buona salute,  previene e attenua le malattie degenerative come l’artrosi e rallenta la comparsa di calcificazioni articolari e del tessuto connettivo. Rilassa, diminuisce così la pressione arteriosa favorendo la circolazione e aiutando anche ad alleviare stress fisico e mentale.

Fare stretching migliora la postura, perché tramite gli esercizi si sviluppa una consapevolezza diversa del proprio corpo, migliora di conseguenza la propriocezione, si tenderà col tempo ad assumere una postura sempre più allineata ed evitando così anche varie problematiche tra le principali: cifosi, scoliosi, ernie, protrusioni, tensioni lombari e dorsali, mal di schiena generici…

Eseguire correttamente lo stretching, meglio se seguiti da un esperto/a, è fondamentale come prevenzione anche in estate, il corpo nella bella stagione è più flessibile, e questa flessibilità se allenata, ci accompagnerà anche nella prossima stagione fredda.

Insomma come avrai capito, fare stretching non è un’attività secondaria, facile ora comprenderne l’importanza sia a livello di prevenzione contro gli infortuni sia per il benessere psicofisico.

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Eliminare tensioni muscolari e patologie croniche con le discipline posturali, si può?

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Il Pilates, la Ginnastica Posturale e lo Yoga vengono ormai riconosciuti, pure in ambito medico, come strumento di prevenzione e riabilitazione di diverse patologie anche croniche.

Queste attività sono un insieme di esercizi e movimenti (o Asana nello Yoga) volti a ristabilire l’equilibrio muscolare, capaci di agire su zone del corpo rigide o affette da dolori.

La base è il miglioramento della postura e la capacità di controllo del corpo. Gli esercizi, che possono avere sia funzione di terapia che di prevenzione, hanno come scopo quello di rieducare il corpo umano a eseguire i movimenti in maniera corretta e ad assumere le giuste posture nella quotidianità.

Il segreto del beneficio sta, sia nel rinforzo muscolare, ma soprattutto nel particolare allungamento in isometria tipico di queste discipline.

Vediamo alcuni casi nei quali queste discipline posturali possono venirci in aiuto:

  • Scoliosi, sia alla zona lombare che dorsale
  • iperlordosi lombare (il classico atteggiamento posturale di “sedere in fuori” che spesso sviluppano le ballerine di danza classica.
  • cifosi dorsale (comunemente conosciuta come “gobba”)
  • tensione alla cervicale (dolore al collo che può sfociare in forti emicranee o nausee) in alcuni casi è meglio abbinare anche dei trattamenti manuali dal fisioterapista, osteopata, shiatsu etc…
  • Dolore diffuso tutta la schiena
  • Infiammazione del nervo sciatico, in questo caso è assolutamente necessario fare stretching mirati
  • Spondilosi, spondilite e spondilolistesi e simili (slittamenti di varia natura delle vertebre)
  • Ernia al disco vertebrale, esplulsa o contenuta
  • Calcificazioni articolari (alla spalle, alle anche, ginocchia…)
  • Calcificazioni tendinee
  • Calcificazioni muscolari

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Power House e Core, il nostro centro

Come ci ha insegnato Il Signor Pilates, il Core (pronuncia kôr) è la chiave per il benessere di postura perfetta. Comprende: gli addominali (retto dell’addome, obliqui, trasverso), i muscoli paravertebrali, i glutei, il quadrato dei lombi, i il diaframma, l’ illeo psoas.

La Power House è una terminologia classica nel lessico della disciplina del Pilates, significa “sede della forza” e dal punto di vista biomeccanico corrisponde al punto di equilibrio, ossia il baricentro, considerato il centro di forza.

Anatomicamente il baricentro è situato circa 7 cm sotto l’ombelico e 7 cm in profondità.

Ogni movimento ha come riferimento questa zona, anche quando non sembra coinvolto direttamente, ad esempio se si solleva una gamba, questa si muoverà anche per mezzo di una contrazione addominale.

Un core e una power house ben allenati sono dunque fondamentali per mantenere e controllare ogni movimento del corpo, evitare come al solito di “farci del male” con postura e movimenti scorretti.

Ma la “power house” va oltre il semplice concetto biomeccanico di baricentro, nella filosofia Yoga questa zona corrisponde a Manipura Chakra, centro del plesso solare, è raffigurato come un triangolo rosso girato verso il basso. E’ sede dell’energia del corpo, sentimenti, forza di volontà, autocontrollo, personalità, identità, coscienza di sé, emotività, compassione, empatia, sensibilità, desiderio, capacità d’imposizione, spontaneità.

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