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J. Pilates all’epoca dell’epidemia spagnola

Quando nel 1918 la famigerata epidemia di influenza spagnola uccise migliaia di persone, Pilates ebbe modo di notare che nessuno di coloro che si erano sottoposti al suo training fisico era incorso nel contagio.
Ancora oggi si cura il sintomo e non si pensa ad educare le persone a ciò che può prevenire la causa. Non ho visto una pubblicità sull’alimentazione, il fumo, stili di vita ma sopratutto sullo sport ed il benessere/rafforzamento che ha sul sistema immunitario.
Chiudono le palestre, ci confinano in casa..
tutto il contrario di ciò che serve ad un corpo “sano” per restare in salute e vivere bene.
In un’era di ipocondria assoluta, la premura più grande dovrebbe essere la prevenzione tramite alimentazione ed attività fisica.
La prevenzione vera non è quella che ci stanno imponendo, al massimo è un sistema di contenimento.
A voi le considerazioni.

Coronavirus: come proteggerci alzando le difese immunitarie.

foto blog Cororavirus

In questi mesi che io definisco “da fantascienza” nel quale abbiamo paura (anche giustamente) ad abbracciarci, a stare a meno di un metro da estranei, ma anche amici… In cui il Coronavirus ha messo a dura prova i nostri nervi, le nostre famiglie e per molti anche il proprio lavoro, compreso il mio, ho deciso di pubblicare questo articolo su come rinforzare le difese immunitarie, poiché, su come disinfettarci e lavarci correttamente le mani ci è stato esaustivamente spiegato da tutti i media.

Il primo modo per aiutare le nostre difese immunitarie è certamente l’adozione di uno stile di vita sano, sicuramente con una dieta appropriata.

Deve diventare una consueta regola di vita seguire un’alimentazione corretta e consumare ogni giorno almeno tre porzioni di frutta, verdura di stagione a ogni pasto, frutta secca e semi.

La vitamina E aiuta le cellule a rispondere al meglio a un’infezione virale e diminuisce i disturbi del sistema nervoso.

La vitamina C svolge un ruolo fondamentale! Accorcia di molto la durata dei malanni di stagione ed è anche una delle sostanze antiossidanti più efficaci e contrasta quindi la diffusione dei radicali liberi, ma la sua funzione non è solo quella antiossidante, aiuta anche l’assorbimento del ferro, uno dei minerali fondamentale che costituiscono emoglobina e mioglobina, le proteine che trasportano l’ossigeno nel corpo.

Oltre al ferro anche il selenio è un minerale importante per la difesa del nostro corpo.

Sostituire al riso bianco con quello integrale e cereali integrali, (farro, orzo, miglio, segale…) preferire la pasta integrale a quella bianca. Anche l’assunzione quotidiana di yogurt bianco o di soia (meglio se bio) o l’assunzione di pro biotici (fermenti lattici), è una gran buona abitudine.

Utilissimo limitare il consumo di cibi grassi e fritti.

Prendere il sole moderatamente, quando si può, una bella sferzata di SOLE fa produrre vitamina D.

Bere molta acqua! Almeno 2 litri al giorno.

Per potenziare il nostro sistema immunitario è importantissima anche la pratica di un’attività fisica regolare, così da eliminare le tossine e aiutiamo la distribuzione completa dei nutrienti e delle difese del nostro corpo.

Riposare bene e sufficientemente, quando dormiamo, gli organi e le sostanze chimiche del nostro organismo vengono ripristinati.

Non fumare! Pare banale, ma non lo è, vedo gente “super protetta” con guanti mascherina, andare al tabacchi a comprare le sigarette.

EVITARE LO STRESS! lo so che piacerebbe a tutti, ma possiamo allentarlo notevolmente facendo Yoga. Quando siamo sotto stress, il corpo rilascia tossine.

Mantenere un pensiero positivo. emozioni negative ci fanno ammalare, anche qui lo Yoga torna in aiuto…

Alza le tue difese immunitarie, innalza la tue prestazioni e resta sano.

Vorrei ricordare un piccolo aneddoto della vita di quella straordinaria persona che è stata

J. Pilates:

“Durante la Prima Guerra Mondiale venne internato nel campo di prigionia di Lancaster assieme ad altri connazionali, qui non si perse d’animo e organizzò l’allenamento proprio e dei suoi compagni. Nel 1818 una terribile influenza epidemica uccise miglia d’ inglesi, ma nessuno di quelli che si sottoposero al suo metodo di allenamento.”

Per leggerne la vita completa leggi il mio articolo precedente il Signor Pilates .

A tal proposito anche creato una lezione Yoga per le difese immunitarie, con ispirazioni dal Kundalini Yoga.

Tramite una potente ossigenazione e attivazione di Vishuddhi, il 5° Chakra, andando a stimolare e potenziare: vie respiratorie, gola e Tiroide per le nostre difese immunitarie.

Per saperne di più, contattami per una lezione on-line inviandomi una mail: pierottinilara@gmail.com

Più scientificamente, molti studi a riguardo hanno infatti dimostrato che lo sport migliora la funzione dei neutrofili, una componente cellulare dei globuli bianchi. Importantissimo anche il riposo, durante il sonno il corpo rielabora le proteine introdotte con l’alimentazione; se non si riposa abbastanza il corpo non riesce a utilizzare le proteine per questo scopo, ed è quindi più soggetto alle infezioni.

Il seguente articolo è un suggerimento di vita sana che non vuole assolutamente sostituirsi a parere o cure mediche.

Pilates, 5 motivi per iniziare a farlo!

Avrai sentito parlare spesso di Pilates, diventato famoso perchè praticato e amato da molte star, ma non sai esattamente di che si tratta?

Te lo spiegherò brevemente.

Il Pilates è stato ispirato dallo Yoga, può essere rilassante, ma anche molto power, è una scelta dall’insegnante, anche in base alla classe che sta seguendo.
È stato creato, da Joseph Pilates appunto, associando allo Yoga esercizi di nuoto, body building e stretching. Il Pilates è la completa coordinazione di corpo e mente, è uno strumento estremamente potente da utilizzare per una salute ottimale. Man mano che i praticanti diventano consapevoli del loro corpo e del loro movimento, iniziano a rafforzare e allungare i muscoli che non hanno mai saputo di avere, la sensazione è di maggiore benessere, aumenta l’autostima e si attiva un atteggiamento positivo alla vita.

Ma il pilates ha anche un’ottima azione sui muscoli e apparato respiratori, ecco i 5 motivi principali per fare Pilates:

1• POSTURA
Una buona postura è fondamentale per evitare “schiacciamenti” vertebrali e prevenire così piccole protusioni o ernie, diminuendo la possibilità di mal di schiena o infiammazione del nervo sciatico, mantenendo ossa ed articolazioni sane.

Tenere una postura corretta è indispensabile anche per il buon funzionamento degli organi interni. I polmoni avranno più spazio per espandersi, le viscere non saranno compresse, migliorando il benessere generale.

Rafforzando la schiena, i glutei, l’addome, mentre allunghiamo tutti i muscoli paravertebrali (intorno alla colonna vertebrale) e “aprendo” il petto, avrai più energia man mano che la tua capacità polmonare amumenterà, dando più ossigeno al corpo e al cervello.

2• RIEQUILIBRIO MUSCOLARE
Spesso si crede che l’unico modo per scolpire il corpo sia bruciare quante più calorie possibile andando in palestra o correndo ogni giorno.

Certamente fare qualsiasi attività aerobica aiuta senz’altro a bruciare più calorie, ma se il corpo presenta squilibri posturali e dolori articolari, sarà meno efficiente, e anche meno aggraziato, rischierà di infiammarsi, se l’allenamento fisico è molto duro. In qualsiasi attività fisica è indispensabile uno stretching adeguato, ed eseguito correttamente.

Qui entra in gioco l’utilità del Pilates associata ad altri sport. Un adeguato riequilibrio muscolare, articolare e posturale, preverrà dolori e i così detti “strappi”, renderà il corpo esteticamente più bello.

3• SCOLPISCE I MUSCOLI
Gli esercizi del Pilates allungano e affinano la muscolatura profonda, creando un fisico magro e scolpito, un punto vita più stretto. Rende l’intero complesso muscolare più elastico e flessibile.

Spesso non pensiamo alla respirazione, eppure essa è vitale! Importante per i muscoli perché li mantiene sani e vivi. Quando i muscoli vengono tesi dall’allenamento, o perché si sta troppo seduti, l’acido lattico si accumula ed entra meno ossigeno nel sangue. Praticando il Pilates, con movimenti precisi e controllati, creati per far lavorare tutti i gruppi muscolari, insistendo sulla postura e sulla funzionalità migliorerete anche esteticamente.

4• CONTROLLO

Pilates all’epoca chiamò la sua disciplina Controllogy, ed appunto insegna a controllare corpo e mente, riducendo lo stress, l’ansia, prevenendo attacchi di panico. Il principio fondamentale del pilates è respirare: imparare a respirare più profondamente aiuta a calmare il cervello, creando una risposta psicologica nel corpo.

Avremo un controllo fisico e del movimento, rendendo il corpo più elegante e aggraziato, rendendo i movimenti più fluidi, funzionali, il corpo più coordinato, migliorando anche lequilibrio col tempo insegna a non farsi male, mantenendo la postura in qualsiasi situazione.

5• RIDUCE LO STRESS
Il Pilates utilizza controllo ed esercizi collegati alla respirazione.

Allungando i respiri e col tempo amentando la capacità polmonare, ciò influenzerà così la capacità di calmare il sistema nervoso, migliorando anche la circolazione sanguigna. Il Pilates abbasserà così i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, facendoti sentire più calmo e più in sintonia con il tuo corpo e gli altri.

E tu hai provato PILATES? Quali benefici hai trovato?

Scrivilo nei commenti qui sotto.

Al prossimo articolo…, continua a seguirmi!😉

Mal di schiena?

Vi siete mai chiesti e avete mai indagato a fondo sul vostro mal di schiena?

Prima di tutto bisogna verificare con adeguati esami che non ci siano protusioni o ernie al disco, spondilosi, scoliosi o solo atteggiamento scoliotico…

La colonna vertebrale, è un complesso composto da 26 ossa chiamate vertebre. Tra le vertebre sono presenti dischi morbidi riempiti di una sostanza gelatinosa sui quali appoggiano le vertebre.

Con il passare degli anni, o anche a causa di sollecitazioni dannose, i dischi possono andare incontro a rottura o degenerazione e questo causa la perdita della loro capacità di ammortizzazione e la comparsa del così genericamente chiamato: mal di schiena.

Ernia del disco è il nome che viene dato a questo processo degenerativo che identifica quindi un danno al disco intervertebrale.

Il disco va incontro a uno spostamento che causa un’irritazione dei nervi locali, con la conseguente comparsa di dolore alla schiena o sciatalgia.

La diagnosi avviene attraverso una visita medica ed esami specifici.

Il trattamento, in molti casi, può prevedere oltre ad un periodo di riposo: farmaci antinfiammatori, in caso di gravi infiammazioni, terapia fisica posturale come Pilates.

In caso non ci siano questi più gravi problemi potrebbe essere “semplice” e risolvibile problema di CATENA MUSCOLARE POSTERIORE CORTA.

Come capirlo?

Basta un semplice “test”:

Mettetevi in piedi, scalzi, con le gambe unite, e provate, senza piegare le ginocchia, a scendere con le braccia RILASSATE verso terra.

Se non toccate comodamente terra, (NO NON AVETE LE BRACCIA CORTE!) forse avete i muscoli posteriori (della schiena) corti.

Qui la soluzione è palese: serve tanto PILATES! ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA! 🙂

Ed oggi giorno, credetemi che di gente a lezione ne vedo tanti, quasi tutti hanno bisogno di Pilates, per questo il mio motto è: PIU’ PILATES PER TUTTI!

Stay tuned, al prossimo articolo…

Scrivetemi!

P.S. consultate sempre un medico per capire le caure, che possono essere innumerevoli.

Il Signor Pilates

Joseph Hubertus Pilates nacque a Mönchengladbach, vicino a Düsseldorf nel 1880, soffriva di asma, rachitismo e febbre reumatica.

Era di quei bambini che in una gara di corsa arrivano ultimi, in una lite quello che le prende, così debole e malaticcio da rimanere sempre indietro…

Con la consapevolezza dei suoi tantissimi limiti fisici, trovò la forza interiore ed iniziò da quattordicenne la pratica del body-building, per sopperire alla sua gracile costituzione fisica, ed iniziò ad avvicinarsi e sperimentare così numerose discipline sportive; da ognuna di esse ne trasse il meglio, trasformando le sue esperienze in vere e proprie ricerche sul movimento.

Lo studio dell’anatomia e lo sviluppo muscolare diventarono così studio e parte integrante della sua adolescenza.

Nel 1912 si trasferì in Inghilterra, dove intraprende la sua carriera si Istruttore di autodifesa e altri sport da combattimento, oltre a coltivare un personale interesse per la ginnastica acrobatica.

Durante la Prima Guerra Mondiale venne internato nel campo di prigionia di Lancaster assieme ad altri connazionali, qui non si perse d’animo e organizzò l’allenamento proprio e dei suoi compagni.

Nel 1818 una terribile influenza epidemica uccise miglia di inglesi, ma nessuno di quelli che si sottoposero al suo metodo di allenamento.

Più tardi venne trasferito sull’ Isola di Man dove si immerse in una realtà completamente diversa: soldati reduci dalla battaglia devastati dalle ferite, debilitati dalle malattie, immobilizzati da mesi. Decise così di darsi da fare e costruire macchinari (con ciò che aveva: telai di letti, molle…) utili alla riabilitazione dei soldati.

Tornò poi, nei primi anni Venti, in Germania, dove continuò ad ideare attrezzature per la rieducazione posturale, di cui alcune tutt’oggi in uso.

La sua professione lo portò ad Amburgo a lavorare presso il Corpo di Polizia locale come addestratore fisico.

In questo periodo conobbe Rudolf Van Laban, danzatore e teorico della danza, il quale incorporò parte del lavoro di Pilates nell’impostazione del proprio insegnamento.

Nel 1925 l’insegnamento del metodo Pilates divenne molto popolare tanto che il Governo tedesco lo invitò a seguire personalmente il piano di allenamento del nuovo esercito tedesco. Proprio a questo punto decise che era tempo di partire per gli Stati Uniti d’America.

Emigrò a New York e durante la traversata conobbe un’infermiera di nome Clara, che successivamente divenne sua moglie.

Aprì uno studio di formazione nell’edificio del New York City Ballet, qui cominciò a codificare i principi della sua tecnica cardine. Nei primi anni ’60 annoverò tra i suoi clienti numerosi ballerini, tra cui George Balanchine e Martha Graham, fece ingresso così nel mondo della danza, instaurando un rapporto destinato a durare fino ad oggi; ciò spiega come, a torto, si è spesso associata la tecnica al solo mondo della danza.

Pilates chiamò il suo lavoro “Controllogy”, facendo riferimento al meccanismo indotto dal metodo che incoraggia l’uso della mente sul controllo del sistema muscolo-scheletrico.

Joseph Hubertus Pilates morì a New York nel 1967, all’ età di 87 anni.