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Yoga e Pilates Outdoor

Unire i benefici delle discipline posturali a quelle della vita all’aria aperta è senz’altro ottimo, con l’arrivo della primavera è normale sentire di più la necessità di stare fuori casa, seguire questo istinto è importantissimo anche nelle attività fisiche.

Praticare Yoga all’aperto sembra un nuovo approccio, mentre invece è il più antico, era la condizione quotidiana degli asceti che arricchivano il proprio percorso spirituale di Unione col Tutto anche grazie allo stretto contatto con la Natura e gli altri esseri viventi.

Per questo le Asana (posizioni dello Yoga) sono ispirate alla natura ed agli animali.

Il vento, i profumi, la luce del sole, intensificano i benefici dello Yoga arricchendone anche le stimolazioni sensoriali, aiutano ad armonizzare il corpo con il mondo che ci circonda.

L’impatto dell’attività all’aperto sulla salute psicofisica e abbassamento dei livelli di stress è notevole. La possibilità di respirare in mezzo alla natura comporta benefici sul miglioramento dell’umore, stimola le percezioni sensoriali e la creatività.

La pratica al parco, in spiaggia o in montagna rende più facile lo sforzo perché porta stimoli sempre nuovi, la contemplazione della natura, degli animali selvaggi, l’incontro di persone nuove…

Yoga e Pilates outdoor sono la soluzione migliore anche per coloro che durante le attività in palestra tendono ad annoiarsi. 

Ai benefici spirituali e psicologici si aggiungono quelli fisici, muoverci a contatto con il terreno o con la sabbia aiuta a sviluppare l’equilibrio, a rinforzare le caviglie, a mobilizzare le piante dei piedi.

La pratica outdoor aiuta l’ossigenazione dei muscoli, evita i problemi di ricambio d’aria dei luoghi chiusi causati dal riscaldamento in inverno e l’aria condizionata in estate, respirare all’aria aperta consente un apporto di ossigeno maggiore, con impatto positivo anche sulla performance.

La luce solare agisce sulla pelle aumentando la produzione di vitamina D, fondamentale per l’assorbimento di calcio e fosforo.

Questo processo determina la solidificazione del tessuto osseo, con effetti curativi e di prevenzione su molte malattie dell’apparato scheletrico, in particolare l’osteoporosi. I benefici coinvolgono anche le articolazioni, che diventano più flessibili, riducendo il rischio di malattie osteo-artrosiche.

L’attività fisica all’aperto è importante anche perché diminuisce il rischio di infarto, migliora infatti la funzione cardiovascolare dilatando i vasi sanguigni e fluidificando il sangue.

Il movimento fisico favorisce inoltre l’eliminazione dei radicali liberi, che provocano la degenerazione delle pareti dei vasi sanguigni, della formazione della placca e delle malattie cardiovascolari. Le pratiche attive all’aria aperta aumentano la resistenza e migliora le funzioni cardiache e respiratorie, facilitando le capacità di recupero.

Contrariamente a quanto si pensa, allenarsi all’aperto può essere la scelta migliore anche per prevenire le malattie più banali, come il raffreddore o l’influenza. I luoghi chiusi spesso agiscono da incubatori per virus e batteri, mentre l’attività outdoor permette di respirare a pieni polmoni evitandone la trasmissione.

Non farti spaventare dal meteo, allenarsi al parco, in spiaggia o in montagna può essere la soluzione migliore per il tuo benessere!

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Mantieni la flessibilità, anche in estate!

Con l’arrivo dei primi caldi e delle belle giornate soleggiate, molti abbandonano le palestre a favore delle attività outdoor, se si presenta uno stato ottimale della schiena, sono ottime le camminate la sera, il trekking, la corsa, la mountain-bike, etc… Ma lo stretching?

Spesso si tende ad ignorare lo stretching o a praticarlo frettolosamente e non proprio correttamente in un “fai da te” che serve veramente a poco. Proviamo a capire perché è così importante allungare i muscoli dopo l’allenamento.

Lo stretching è l’attività dell’allungare la muscolatura dopo un sessione di attività fisica. Praticarlo in maniera costante è utile per aumentare la flessibilità e l’elasticità dei muscoli e dei tendini.

Lo stretching è utile a creare uno stato di preparazione psicofisica che ci aiuterà nella prevenzione degli infortuni, a migliorare il movimento articolare, che è un aspetto fondamentale per chi pratica sport in cui c’è bisogno di compiere slanci di gambe e braccia, ma è utilissimo soprattutto nella vita quotidiana.

Permette di mantenere le articolazioni in buona salute,  previene e attenua le malattie degenerative come l’artrosi e rallenta la comparsa di calcificazioni articolari e del tessuto connettivo. Rilassa, diminuisce così la pressione arteriosa favorendo la circolazione e aiutando anche ad alleviare stress fisico e mentale.

Fare stretching migliora la postura, perché tramite gli esercizi si sviluppa una consapevolezza diversa del proprio corpo, migliora di conseguenza la propriocezione, si tenderà col tempo ad assumere una postura sempre più allineata ed evitando così anche varie problematiche tra le principali: cifosi, scoliosi, ernie, protrusioni, tensioni lombari e dorsali, mal di schiena generici…

Eseguire correttamente lo stretching, meglio se seguiti da un esperto/a, è fondamentale come prevenzione anche in estate, il corpo nella bella stagione è più flessibile, e questa flessibilità se allenata, ci accompagnerà anche nella prossima stagione fredda.

Insomma come avrai capito, fare stretching non è un’attività secondaria, facile ora comprenderne l’importanza sia a livello di prevenzione contro gli infortuni sia per il benessere psicofisico.

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Eliminare tensioni muscolari e patologie croniche con le discipline posturali, si può?

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Il Pilates, la Ginnastica Posturale e lo Yoga vengono ormai riconosciuti, pure in ambito medico, come strumento di prevenzione e riabilitazione di diverse patologie anche croniche.

Queste attività sono un insieme di esercizi e movimenti (o Asana nello Yoga) volti a ristabilire l’equilibrio muscolare, capaci di agire su zone del corpo rigide o affette da dolori.

La base è il miglioramento della postura e la capacità di controllo del corpo. Gli esercizi, che possono avere sia funzione di terapia che di prevenzione, hanno come scopo quello di rieducare il corpo umano a eseguire i movimenti in maniera corretta e ad assumere le giuste posture nella quotidianità.

Il segreto del beneficio sta, sia nel rinforzo muscolare, ma soprattutto nel particolare allungamento in isometria tipico di queste discipline.

Vediamo alcuni casi nei quali queste discipline posturali possono venirci in aiuto:

  • Scoliosi, sia alla zona lombare che dorsale
  • iperlordosi lombare (il classico atteggiamento posturale di “sedere in fuori” che spesso sviluppano le ballerine di danza classica.
  • cifosi dorsale (comunemente conosciuta come “gobba”)
  • tensione alla cervicale (dolore al collo che può sfociare in forti emicranee o nausee) in alcuni casi è meglio abbinare anche dei trattamenti manuali dal fisioterapista, osteopata, shiatsu etc…
  • Dolore diffuso tutta la schiena
  • Infiammazione del nervo sciatico, in questo caso è assolutamente necessario fare stretching mirati
  • Spondilosi, spondilite e spondilolistesi e simili (slittamenti di varia natura delle vertebre)
  • Ernia al disco vertebrale, esplulsa o contenuta
  • Calcificazioni articolari (alla spalle, alle anche, ginocchia…)
  • Calcificazioni tendinee
  • Calcificazioni muscolari

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