Benefici del Pilates

 

Woman practicing yoga and pilates
Woman practicing yoga and pilates

Perchè praticare Pilates?

Il metodo Pilates è un allenamento total-body, che coinvolge anche i gruppi muscolari più piccoli e profondi, si focalizza sugli aspetti strutturali del corpo, che devono garantire una postura corretta, movimenti funzionali e il loro collegamento con la mente, influenzando direttamente il benessere psicofisico del praticante.

L’obbiettivo è quindi quello di rafforzare i muscoli, migliorare la forma fisica, la postura, stimolare la circolazione sanguigna e conferire una maggior consapevolezza del proprio corpo.

Poiché si concentra direttamente sugli aspetti fisici del corpo, dà anche un’ottima preparazione per altre attività sportive e motorie.

Le tecniche moderne del metodo Pilates devono avere come base il controllo della respirazione, utile per determinare il ritmo e la velocità del movimento; respirare profondamente ossigenare il sistema corporeo in ogni più profondo tessuto.

Una postura corretta tra collo e spalle facilita la respirazione e di conseguenza lo scambio di ossigeno nell’organismo; inoltre molte cefalee dipendono da squilibri di questa zona.

Il controllo del Centro, chiamato “Core”, è la chiave per la postura corretta e comprende i muscoli stabilizzatori del tronco (multifido), la fascia lombare, gli addominali (retto dell’addome, obliqui e trasverso) pavimento pelvico, diaframma, ileo psoas e glutei.

Allungamento e mobilità della colonna vertebrale, sono presenti in ogni buona lezione di Pilates: questo crea l’ambiente ottimale per prevenire le forze compressive responsabili di molte patologie della colonna.

Durante l’esecuzione dei singoli esercizi si imparerà a “scansionare” il corpo nella sua totalità.

Non si trarranno benefici eseguendo gli esercizi in maniera scorretta.

“Praticare attività fisica in modo stressato e forzato

è dannoso per il corpo e per la mente,

tanto quanto non farne affatto”

(J.H. Pilates)

Ogni esercizio porterà, con una costante pratica, all’autocontrollo per evitare squilibri e asimmetrie.

Ogni praticante, se ben seguito, godrà di benefici sia a livello fisico che a livello mentale: controllo dell’ansia, abbassamento dei livelli di stress e miglioramento dell’umore…

Riassumendo schematicamente, i principali benefici apportati dalla pratica del metodo Pilates sono:

– Miglioramento della forza e del tono muscolare, senza aumentare troppo la massa

– Addome forte

– Miglioramento della postura

– Diminuzione e prevenzione dell’incidenza del mal di schiena

– Ossa ed articolazioni sane

– Miglioramento della tecnica di respirazione

– Maggiore capacità polmonare e resistenza

– Miglioramento circolazione sanguigna

– Diminuzione della circonferenza del girovita

– Miglioramento della fluidità dei movimenti

– Flessibilità

– Equilibrio

– Coordinazione

– Controllo del proprio corpo

– Aumento della sicurezza in se stessi, diminuzione dei livelli stress ed ansia…

Per avere questi benefici sarebbe bene praticare Pilates regolarmente e almeno 2 volte a settimana, energizzando così in maniera adeguata il corpo; inoltre sarebbe utile un contatto diretto con l’insegnante per un’analisi posturale individuale, ed eventuali prime lezioni in personal-trainer, soprattutto in caso di gravi patologie.

Per assicurare un’ottimale esecuzione da parte di tutti gli allievi e permettere all’insegnante una correzione continua, i gruppi non dovrebbero mai superare le 10 persone.

Termino questo articolo citando una frase tratta dal libro “Return to Life” di Joseph H. Pilates:

“La buona condizione fisica è il primo requisito per la felicità.

La nostra interpretazione del concetto di buona condizione fisica indica il raggiungimento ed il mantenimento di un corpo uniformemente sviluppato con una mente solida, pienamente capace di eseguire naturalmente,

facilmente ed in maniera soddisfacente tutte le innumerevoli attività quotidiane con gusto e piacere.”

Pilates in Gravidanza

Perché fare Pilates in Gravidanza?

 

I benefici sono innumerevoli. Purtroppo, spesso ed erroneamente, la gravidanza viene vissuta come una “malattia”; al contrario, se non ci sono problemi particolari e rischi, praticare un’adeguata attività fisica apporta molteplici benefici.

Seguire un corso di gruppo, il condividere con altre gestanti un momento molto speciale, favorisce la crescita di importanti legami, che possono anche diventare amicizie durature.

Soprattutto quando avrete una piccola creatura da crescere, sarà piacevole condividere le vostre esperienze, ed aiutarvi l’un l’altra.

E i benefici fisici?

Eccone elencati alcuni:

  • Insegna la consapevolezza corporea
  • Aiuta a migliorare la postura, e di conseguenza a ridurre le tensioni sulle articolazioni e dolori alla schiena
  • Aiuta a garantire la corretta funzionalità degli apparati circolatori, linfatico, respiratorio e digerente
  • Insegna le tecniche di respirazione, fondamentale per tutta la durata della gravidanza nonché durante il parto, facilitando il rilassamento
  • Riduce i problemi alle spalle e al collo, spesso dovuti al maggior peso del seno e ai legamenti lassi, migliorando la postura e il movimento della parte superiore del corpo
  • Rinforza i muscoli profondi, quelli che dovranno aiutarvi a sostenere il peso sempre maggiore del bambino e la colonna vertebrale, creando un corsetto naturale che potrà essere molto utile per ridurre il mal di schiena
  • Aiuta a mantenere il controllo sul baricentro; infatti lo spostamento che si verifica con il progredire della gravidanza, associato all’ effetto degli ormoni sulla consapevolezza spaziale, può provocare alterazioni dell’equilibrio e della coordinazione
  • Aiuta a contenere molti problemi a piedi, caviglie e ginocchia che insorgono durante la gravidanza a causa del peso maggiore da sostenere.
  • Allena il pavimento pelvico in vista del parto e della ripresa post-parto, prevenendo così anche il prolasso dell’utero
  • Può aiutare nella preparazione al parto.

Il Signor Pilates

Joseph Pilates a 57 e 82 anni
Mantenersi in salute…

Joseph Hubertus Pilates nacque a Mönchengladbach, vicino a Düsseldorf nel 1880, soffriva di asma, rachitismo e febbre reumatica.

Era di quei bambini che in una gara di corsa arrivano ultimi, in una lite quello che le prende, così debole e malaticcio da rimanere sempre indietro…

Con la consapevolezza dei suoi tantissimi limiti fisici, trovò la forza interiore ed iniziò da quattordicenne la pratica del body-building, per sopperire alla sua gracile costituzione fisica, ed iniziò ad avvicinarsi e sperimentare così numerose discipline sportive; da ognuna di esse ne trasse il meglio, trasformando le sue esperienze in vere e proprie ricerche sul movimento.

Lo studio dell’anatomia e lo sviluppo muscolare diventarono così studio e parte integrante della sua adolescenza.

Nel 1912 si trasferì in Inghilterra, dove intraprende la sua carriera si Istruttore di autodifesa e altri sport da combattimento, oltre a coltivare un personale interesse per la ginnastica acrobatica.

Durante la Prima Guerra Mondiale venne internato nel campo di prigionia di Lancaster assieme ad altri connazionali, qui non si perse d’animo e organizzò l’allenamento proprio e dei suoi compagni.

Nel 1818 una terribile influenza epidemica uccise miglia di inglesi, ma nessuno di quelli che si sottoposero al suo metodo di allenamento.

Più tardi venne trasferito sull’ Isola di Man dove si immerse in una realtà completamente diversa: soldati reduci dalla battaglia devastati dalle ferite, debilitati dalle malattie, immobilizzati da mesi. Decise così di darsi da fare e costruire macchinari (con ciò che aveva: telai di letti, molle…) utili alla riabilitazione dei soldati.

Tornò poi, nei primi anni Venti, in Germania, dove continuò ad ideare attrezzature per la rieducazione posturale, di cui alcune tutt’oggi in uso.

La sua professione lo portò ad Amburgo a lavorare presso il Corpo di Polizia locale come addestratore fisico.

In questo periodo conobbe Rudolf Van Laban, danzatore e teorico della danza, il quale incorporò parte del lavoro di Pilates nell’impostazione del proprio insegnamento.

Nel 1925 l’insegnamento del metodo Pilates divenne molto popolare tanto che il Governo tedesco lo invitò a seguire personalmente il piano di allenamento del nuovo esercito tedesco. Proprio a questo punto decise che era tempo di partire per gli Stati Uniti d’America.

Emigrò a New York e durante la traversata conobbe un’infermiera di nome Clara, che successivamente divenne sua moglie.

Aprì uno studio di formazione nell’edificio del New York City Ballet, qui cominciò a codificare i principi della sua tecnica cardine. Nei primi anni ’60 annoverò tra i suoi clienti numerosi ballerini, tra cui George Balanchine e Martha Graham, fece ingresso così nel mondo della danza, instaurando un rapporto destinato a durare fino ad oggi; ciò spiega come, a torto, si è spesso associata la tecnica al solo mondo della danza.

Pilates chiamò il suo lavoro “Controllogy”, facendo riferimento al meccanismo indotto dal metodo che incoraggia l’uso della mente sul controllo del sistema muscolo-scheletrico.

Joseph Hubertus Pilates morì a New York nel 1967, all’ età di 87 anni.