Eliminare tensioni muscolari e patologie croniche con le discipline posturali, si può?

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Il Pilates, la Ginnastica Posturale e lo Yoga vengono ormai riconosciuti, pure in ambito medico, come strumento di prevenzione e riabilitazione di diverse patologie anche croniche.

Queste attività sono un insieme di esercizi e movimenti (o Asana nello Yoga) volti a ristabilire l’equilibrio muscolare, capaci di agire su zone del corpo rigide o affette da dolori.

La base è il miglioramento della postura e la capacità di controllo del corpo. Gli esercizi, che possono avere sia funzione di terapia che di prevenzione, hanno come scopo quello di rieducare il corpo umano a eseguire i movimenti in maniera corretta e ad assumere le giuste posture nella quotidianità.

Il segreto del beneficio sta, sia nel rinforzo muscolare, ma soprattutto nel particolare allungamento in isometria tipico di queste discipline.

Vediamo alcuni casi nei quali queste discipline posturali possono venirci in aiuto:

  • Scoliosi, sia alla zona lombare che dorsale
  • iperlordosi lombare (il classico atteggiamento posturale di “sedere in fuori” che spesso sviluppano le ballerine di danza classica.
  • cifosi dorsale (comunemente conosciuta come “gobba”)
  • tensione alla cervicale (dolore al collo che può sfociare in forti emicranee o nausee) in alcuni casi è meglio abbinare anche dei trattamenti manuali dal fisioterapista, osteopata, shiatsu etc…
  • Dolore diffuso tutta la schiena
  • Infiammazione del nervo sciatico, in questo caso è assolutamente necessario fare stretching mirati
  • Spondilosi, spondilite e spondilolistesi e simili (slittamenti di varia natura delle vertebre)
  • Ernia al disco vertebrale, esplulsa o contenuta
  • Calcificazioni articolari (alla spalle, alle anche, ginocchia…)
  • Calcificazioni tendinee
  • Calcificazioni muscolari

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Power House e Core, il nostro centro

Come ci ha insegnato Il Signor Pilates, il Core (pronuncia kôr) è la chiave per il benessere di postura perfetta. Comprende: gli addominali (retto dell’addome, obliqui, trasverso), i muscoli paravertebrali, i glutei, il quadrato dei lombi, i il diaframma, l’ illeo psoas.

La Power House è una terminologia classica nel lessico della disciplina del Pilates, significa “sede della forza” e dal punto di vista biomeccanico corrisponde al punto di equilibrio, ossia il baricentro, considerato il centro di forza.

Anatomicamente il baricentro è situato circa 7 cm sotto l’ombelico e 7 cm in profondità.

Ogni movimento ha come riferimento questa zona, anche quando non sembra coinvolto direttamente, ad esempio se si solleva una gamba, questa si muoverà anche per mezzo di una contrazione addominale.

Un core e una power house ben allenati sono dunque fondamentali per mantenere e controllare ogni movimento del corpo, evitare come al solito di “farci del male” con postura e movimenti scorretti.

Ma la “power house” va oltre il semplice concetto biomeccanico di baricentro, nella filosofia Yoga questa zona corrisponde a Manipura Chakra, centro del plesso solare, è raffigurato come un triangolo rosso girato verso il basso. E’ sede dell’energia del corpo, sentimenti, forza di volontà, autocontrollo, personalità, identità, coscienza di sé, emotività, compassione, empatia, sensibilità, desiderio, capacità d’imposizione, spontaneità.

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Che cos’è il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è stata un’ area per millenni sottovalutata e poco conosciuta in occidente.

E’ recentemente definito “muscolo della felicità” ed è importantissimo per il benessere sia femminile che maschile.

Comprende: muscoli, legamenti, fasce, chiude inferiormente la cavità addominale e pelvica, è presente, seppur strutturato per ovvie ragioni diversamente, sia nell’uomo che nella donna.

Il pavimento pelvico ha il ruolo fondamentale di sostegno degli organi interni come: la vescica, il retto e nella donna anche l’utero, che si troverebbero altrimenti “sospesi” all’interno di questa cavità.

Contribuisce al corretto funzionamento della minzione, della defecazione e dell’attività sessuale-riproduttiva.

Oltre a mantenere in sede questi organi, contraendosi impedisce all’urina di passare attraverso l’uretra e alle feci di passare attraverso il canale anale.

La contrazione del pavimento pelvico determina infatti la chiusura degli sfinteri uretrale e anale e l’elevazione degli organi pelvici.

Il suo rilassamento favorisce invece l’eliminazione di urina, feci e gas.

Ma non solo, questi muscoli contribuiscono alla stabilizzazione della colonna vertebrale, lavorando in sinergia con i muscoli addominali e il diaframma.

Il tabù della sessualità femminile e la visione maschilista della donna come sola procreatrice, ancora purtroppo non del tutto superata, ha fatto si che il “muscolo della felicità” fosse totalmente ignorato in occidente.

Solo recentemente ha iniziato a diffondersi la cultura della prevenzione del prolasso dell’utero, dell’ incontinenza femminile, delle lacerazioni perinatali durante il parto, dei problemi sessuali femminili.

Ma anche nell’uomo la perdita di funzionalità del pavimento pelvico ha molte sintomatologie: difficoltà nella minzione, eiaculazione precoce, stimolo a una minzione impellente, peso nella parte bassa dell’addome, dolore durante coito.

Un problema a carico del pavimento pelvico può determinare perciò una disfunzione di una o più di queste funzioni e sfociare in problematiche che interagiscono sia a carattere sociale che di qualità della vita.

I nuovi approcci riabilitativi e preventivi sono in grado di integrare e spesso sostituire i tradizionali interventi chirurgici e farmacologici.

Avere consapevolezza di questi muscoli, individuarli, saperli attivare e rilassare correttamente è fondamentale per la salute e il benessere di ognuno di noi.

Nello Yoga questa regione viene da sempre chiamata Mula Bandha, che in sanscrito significa “sigillo della radice”.

Lo Yogi impara ad averne consapevolezza e controllare questa regione durante la sua pratica.

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Jala Neti e Jihva Sodhana, le pulizie Ayurvediche fondamentali.

in primo piano: Lota Ayurvedica e Nettalingua in rame

Scrivo questo articolo pensando ad una mia amica che in questo momento ha la tonsillite con placche, ma queste pratiche Ayurvediche sono utilissime veramente a tutti, in quanto l’inquinamento e le sostanze chimiche che ci circondano non fanno che aumentare la necessità di purificazione e pulizia non solo esterna ma anche interna. Spesso poi, le cause di una mancanza di energie, di un umore un po’ sottotono possono essere tante: d’inverno un raffreddore cronico, sinusite, d’estate la spossatezza dovuta al caldo afoso, in primavera le allergie respiratorie, in autunno il malessere provocato dal cambio di stagione.
Questi disturbi, apparentemente così diversi, possono avere un’unica spiegazione, senza neppure rendercene conto, un’ostruzione delle vie respiratorie diminuisce le funzioni vitali dell’organismo pregiudicando la salute e il benessere dell’intero organismo.
Il Jala Neti e il Jihva Sodhana nascono proprio con questo scopo, praticate in India fin dall’antichità e utilizzate dagli yogin e nell’Ayurveda, si propone per preservare la salute e disintossicare l’organismo attraverso la pulizia del naso e della lingua. (leggi anche Yoga Detox)

Il Jala Neti è la purificazione delle narici, un metodo completamente naturale, economico, accessibile a tutti, esente da effetti collaterali e molto efficace: oltre al muco e alle secrezioni del naso, consente di eliminare anche le impurità e le sostanze tossiche presenti nell’organismo e prevenire e curare disturbi funzionali a carico degli occhi, delle orecchie (che sono collegate all’apparato respiratorio), della gola (tonsillite, placche alla gola…) e dell’apparato respiratorio (asma, rinite allergica, raffreddore da fieno, sinusite, influenze ecc…)

Come funziona Jala Neti ?

Procurati una Lota Ayurvedica, assomiglia ad una piccola teiera e ne esistono di diversi materiali, io la consiglio in ceramica come da tradizione.

Andrebbe riempita di acqua calda a circa 27 gradi, ma all’inizio è meglio aggiungere sale marino integrale e lasciare raffreddare finché non è tiepida o temperatura ambiente. Il sale marino è ricco di oligoelementi: mezzo cucchiaino per una lota piena, si mescola bene acqua e sale, raggiunta la temperatura che più ti aggrada, si inserisce il beccuccio in una narice. Il capo è leggermente inclinato dal lato opposto, la bocca aperta, in modo che l’acqua possa defluire senza impedimenti uscendo dall’altra narice. Dopo averne fatta passare a sufficienza, si fa l’altra narice.

Infine, quando entrambe le narici sono state lavate, si asciuga il naso soffiando da entrambe le narici in modo non troppo energico o se siete già esperti yogin, praticando un delicato Kapalabhati.
Un lavaggio al giorno al mattino appena svegli è sufficiente per l’igiene generale delle vie aeree, mai prima o dopo i pasti. A scopo terapeutico, si può arrivare anche a quattro cicli al giorno, ma solo se prescritto dal medico o dal naturopata.

Il contatto con l’aria inspirata avviene in primo luogo attraverso il naso, mantenerlo sano e pulito è fondamentale per una buona respirazione, che è la funzione fondamentale per l’organismo.

Jihva Sodhanna si pratica successivamente a Jala Neti, tramite il nettalingua, è un piccolo strumento in rame attraverso il quale è possibile effettuare un’accurata pulizia della lingua.

Il rame è infatti un metallo notoriamente conosciuto per le sue virtù batteriostatiche ed è quindi in grado di contrastare ancor più efficacemente la riproduzione dei batteri.

L’origine di questo raschietto è da ricercare nella tradizione medica indiana: proprio l’ayurvedica infatti, in uno dei suoi antichi trattati suggerisce la validità di questa pratica purificante. Essa avrebbe la capacità di impedire il blocco dell’energia vitale e di garantire quindi vitalità e forza all’intero organismo.

Come funziona Jihva Sodhana?

La pulizia col nettalingua in rame è molto facile e veloce. Basta infatti farlo scorrere su tutta la lunghezza della lingua – procedendo dalla parte più interna a quella più esterna – fino alla completa eliminazione del superficiale strato biancastro. Dopo ogni movimento è bene risciacquare il nettalingua sotto l’acqua corrente.

Dopo l’utilizzo è preferibile pulirlo invece con una soluzione a base di sale da cucina e aceto (oppure succo di limone) ed asciugarlo infine con l’ausilio di un panno.

Il nettalingua può essere usato sia dagli adulti che dai bambini e permette di asportare i germi fino alla base della lingua. Il suo impiego si rivela importantissimo e particolarmente utile al mattino, ma può essere ripetuto anche dopo ciascun pasto della giornata. È inoltre uno strumento comodo e pratico in quanto può essere agevolmente portato fuori casa ed essere utilizzato in ogni occasione.

Il raschietto nettalingua è molto utile per eliminare i batteri presenti sulla lingua e per prevenirne la comparsa in modo economico. Indicato per tutti, benché sia in genere privo di controindicazioni, va evitato in caso di vesciche e lesioni alla lingua.

Grazie all’uso costante e prolungato di questo strumento è inoltre possibile favorire in modo ampio l’igiene orale: esso contrasta infatti la produzione della placca dentale e lo spiacevole fenomeno dell’alitosi.

Questi problemi derivano entrambi dalla presenza eccessiva di batteri all’interno del cavo orale: ecco perché affiancare il nettalingua ad un uso corretto dello spazzolino e del filo interdentale, può rivelarsi un valido aiuto per mantenere in salute tutta quanta la bocca. La proliferazione batterica potrebbe causare anche la comparsa delle carie, tuttavia, inserendo questo strumento nel proprio rituale quotidiano di pulizia, si sarà in grado di impedirne la formazione.

Il nettalingua favorisce inoltre la produzione della saliva, il benessere gengivale e può essere utile per ostacolare alcuni disturbi come ad esempio il sanguinamento delle gengive. Una corretta igiene orale è infine anche utile per prevenire le infiammazioni alla gola come appunto tonsilliti e placche e per migliorare la percezione del gusto.

Se vuoi saperne di più della disintossicazione leggi Yoga Detox

YPA Harmony

Quando curi una malattia puoi vincere o perdere, quando ti prendi cura di una persona puoi solo vincere.

Patch Adams

green leaf with drop of water on green sunny background

Dall’acronimo di: Yoga – Postural – Ayurveda – Harmony, vi presento il mio YPA Harmony.

Non è un massaggio, né solo ginnastica posturale, ma più un auto-massaggio all’interno del vostro corpo e un insieme di benefiche coccole…

Nato per:

chi non ama il contatto fisico con estranei, o chi vuole sperimentare e provare qualcosa di nuovo, per chi le ha provate tutte per stare meglio, per chi non ha più energie fisiche da spendere, per chi ha necessità di orari particolari perché lavora tutto il giorno, per chi ha attacchi di panico o ansia, problemi posturali, mal di schiena, scoliosi, emicrania, o solo per chi vuole coccolarsi un po’…

Si partirà dal primo incontro con un primo colloquio conoscitivo, nel quale vi sarà un’ analisi posturale e l’analisi della Prakriti individuale (essere naturale) della visione Ayurvedica, l’osservazione dei possibili scompensi dei Chakra.

Negli incontri successivi con l’aiuto di oli essenziali purissimi, di Pietre e Cristalli energizzati, andremo a lavorare sul controllo della respirazione Pranayama, e in modo molto Yin sulla postura, con l’utilizzo di tecniche di Yoga dolce e Yoga Nidra e Posturale.

Cercheremo insieme, di migliorare la qualità della vostra vita, rendendo il corpo più elastico e privo di contratture, allenando anche l’elasticità della mente tramite Rilassamenti Guidati e Visualizzazioni.

Sarà un lavoro unico, ogni personalità riceverà ciò di cui ha bisogno, senza giudizi né pregiudizi!

Un lavoro all’interno delle proprie emozioni più bloccate o troppo esternate.

Cosa succederà o cosa proverete rimarrà un segreto racchiuso nella vostra vera essenza, ogni persona nella sua unicità, riceverà un dono o un’emozione unica e indescrivibile…

La COSTANZA questa qualità così rara.

Dal dizionario:

costanza s. f. [dal lat. constantia]. –  Qualità d’esser costante, perseveranza, fermezza.

Credo sia risaputo che per avere risultati nelle discipline posturali, così come per qualsiasi altra attività sportiva, ci vuole costanza nell’ impegno e nella frequenza.

Perché si rimanda sempre è spesso un’ odissea di scuse…

Sicuramente non è facile prendere tempo per sé stessi con la frenesia della società, le richieste di straordinari al lavoro, la famiglia, i figli, i genitori non più giovanissimi da aiutare.

Ma il tempo per te stessa/o?

Impariamo a prenderci tempo.

Due ora alla settimana? O almeno una.

Il nostro corpo è la nostra prima casa, la nostra salute psichica le fondamenta per la felicità, il primo passo per rendere felice noi stessi ed anche la nostra famiglia è stare bene fisicamente, saper restare sereni, positivi e sorridenti anche quando la vita non ci sorride affatto.

Le discipline posturali “insegnano al corpo”, lezione dopo lezione, a mantenere una sana e corretta postura, per evitare così di farci male da soli, ad esempio schiacciando inconsapevolmente le nostre vertebre con una postura cifotica, o iperlordotica, o scoliotica…

Ci insegna, lezione dopo lezione, a mantenere una respirazione controllata, aiuta a liberarci da ansie, panico o semplicemente alleviare un po’ lo stress della vita quotidiana.

La costanza settimanale nella pratica è perciò fondamentale!

Saper affrontare le difficoltà della vita con calma ed un sorriso è il segreto della felicità.

La pratica costante dello Yoga non ci ruba tempo ma ci dona tempo, per vivere appieno il presente, nel qui e ora, ci insegna che qualsiasi cosa può essere affrontata, che tutto può essere realizzato con impegno e pazienza. Non hai davvero tempo per fare Yoga?

Non hai mai praticato Pilates o Yoga?

Non ti resta che provare… Contatti

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